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Una discoteca sotto il centro di Bergamo? Si può fare?

13/10/2014
1~5 min

exDiurno bergamo

Nei prossimi mesi pioveranno soldi, tanti soldi, per valorizzare il centro piacentiniano di Bergamo: in buona sostanza la zona intorno a piazza della Libertà, piazza Dante e il Sentierone, con il teatro Donizetti; quello che ora è un Sentierone nel deserto notturno, dove non si riesce a bere nemmeno un caffè dopo una certa ora.
I primi interventi sui quotidiani, a dire la verità, si sono concentrati quasi esclusivamente sulla ristrutturazione del teatro Donizetti: un’ottima vetrina Bergamo-bene, certo, in cui da anni le rappresentazioni sono possibili solo grazie a particolari deroghe ad hoc firmate dal sindaco, certo, e l’intervento è urgente, certo…ma a che serve ristrutturare una cattedrale della cultura se intorno c’è il deserto?
 
Si pensi piuttosto a una valorizzazione più ampia e organica dell’area. Non uno dei soliti interventi miopi.
Vuoi vedere che rivitalizzando il centro, rendendolo più giovane, vissuto, sfaccettato, autentico, più europeo (ma ci verrebbe da dire più “normale”) si risolvono un sacco di problemi in tutta la città?
 
In particolare, una cosa curiosa che forse non tutti sanno: sotto la superficie di piazza Dante esiste uno spazio che nasce come rifugio anti-aereo (mai utilizzato) e che negli anni ’50 diventa un centro di ritrovo e di commercio. Quello che è conosciuto come l’ex-Diurno (e che vedete nella foto in apertura, in pieno degrado da abbandono).
 
Ha una fantastica strutta circolare, intorno alla quale si sviluppano spazi ulteriori (come si vede dalla sezione qui sotto): il diametro è di circa 30 metri.
Uno spazio che ora marcisce al buio: qualcuno (qualcuno di molto fantasioso, come al solito) ha proposto di farci un parcheggio; proposta bocciata, fortunatamente.
 
Leone Belotti, dalle pagine virtuali del suo Calepiopress avanza una proposta diversa, provocatoria e radicale ma organica e concreta, quella che puoi leggere qui sotto. Una discoteca. Magari un locale che non funzioni solo di notte, aggiungiamo noi.
 
Comunque: creiamo un po’ di dibattito a riguardo, che ce n’è bisogno.
 

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I problemi d’identità del Sentierone vengono da lontano, dalla sua origine, dal suo nome:
si chiamava “sentierino”, ed era un piccolo sentiero che traversava il prato di S.Alessandro collegando i borghi storici di Bergamo bassa, Pignolo/Palazzo e Pontida/S.Alessandro, sviluppatisi come promanazioni, germinazioni dalle porte di Bergamo alta.

Questo “sentierino” diventa “sentierone” quando nel prato di S.Alessandro sorge la Fiera di Bergamo, vero punto di nascita della Bg bassa.
Durante il Ventennio la Fiera viene demolita, al suo posto nasce il centro Piacentiniano, come scenografia con portici neo-classica, e tutta l’area delle Fiera diventa il Sentierone/piazza Dante, con edifici pubblici, il tribunale, le banche, una sorta di centro direzionale.

Pochi anni dopo viene realizzata Piazza della Libertà e il mastodontico Palazzo Littorio, l’edificio pubblico più importante della Bergamo Moderna, lasciato quasi in disuso dopo il regime, per ragioni psico-collettive di rimozione.

I problemi d’identità di tutta quest’area, dunque, si accavallano: da un lato le due piazze, Dante e Libertà, pur essendo state costruite a 10 anni di distanza, in realtà sembrano lontane secoli, la prima neo-classica e borghese, la seconda razionalista e futurista, ma con la “macchia” di rappresentare un regime, un periodo rimosso, come un senso di colpa non affrontato, che impedisce di dare nuova anima a una stanza, una persona, una piazza.
Perciò, nel dopoguerra, è stato più facile per la Bergamo bene re-impossessarsi del centro piacentiniano con quella sua aria da pasticceria architettonica che non della più moderna e funzionale piazza e palazzo della Libertà.
Negli anni sessanta e settanta il Sentierone è il vero centro della città. I due locali storici Balzer e Nazionale davano identità di salotto, e sotto piazza Dante c’era il Diurno, una sorta di centro commerciale ante litteram, con negozi, uffici, associazioni.

Oggi abbiamo un fenomeno di desertificazione del Sentierone. Le principali attività commerciali e non dell’area sono chiuse o in chiusura (tribunale, ristorante Ciao, bar Balzer, e altri negozi storici della borghesia-Berghem, come Pagano) e la sera non esiste un posto dove bere un caffè.

L’immobiliare Fiera proprietaria dell’area sta pensando a cosa fare per rivitalizzarla e le associazioni architetti/innovatori che governano la città (Innova Bergamo, Bg 2.035) hanno aperto le loro sedi in piazza Dante,
si parla di ristrutturare il Donizetti, ci si chiede cosa fare del Diurno (scartata l’idea del park) se e come riaprirlo, è evidente che se si vuole dare funzione e senso di centralità occorrerebbe:

1) tenere in vita i locali storici (Il Nazionale è stato rifatto a nuovo ed è un locale-design senza storia, il Balzer pare chiuda senza cedere il marchio, e dunque se riaprirà non riaprirà come Balzer)

2) cogliere l’occasione dell’uscita del Ciao, marchio tipico da non-luoghi, per aprire un ristorante o trattoria vera, bg foods

3) nell’ex Diurno, realizzare la discoteca di Bergamo Centro, magari comunale, civica, la discoteca della città, come controcanto del Donizetti: qui la lirica e la borghesia matusa, là la techno e “i giovani”; a far da connessione il quadriportico con 1bar matusa 1bar movida e al posto del Ciao 1 Bg ristorante expo-strategico cucina bg in ambiente moderno e prezzi pop.

La discoteca del centro è la vera soluzione al problema di rivitalizzare l’area, si evitano i problemi guida-alcool, non si disturba nessuno (nessun residente nell’area) e si abituano i ragazzi a venire in centro, magari in bicicletta.

Chiaramente, essendo sotterranea/undergorund, e trovandosi in Piazza Dante, si chiamerà: IL PURGATORIO.