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Un mio amico ha bussato sulla buccia di un’anguria ed è morto

17/08/2016
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A cura di Francesco Muzzopappa

Illustrazione di 6K

the motivatore angurie

In fondo ce lo dicevano sin da piccoli: non accettate le caramelle dagli sconosciuti, non bussate alle porte degli sconosciuti, non rivolgete mai la parola alle porte degli sconosciuti. E avevano ragione!
Cosa questo c’entri con le angurie non lo so, ma mi sembrava comunque un ottimo incipit.

L’anguria, diciamolo, è superata. Così grossa, piena di semi, grondante d’acqua.
In un’epoca in cui tutto è miniaturizzato, dalle fotocamere agli smartphone, i cocomeri appartengono al pleistocene, quando persino un animaletto da cortile misurava quanto una roulotte da otto posti.
E poi non è un frutto pratico. Quante mamme esclamano ai loro figli “E ricordati di infilare la tua anguria nella cartella”? Nessuna, perché è troppo scomoda per la merenda di metà mattina e troppo pesante anche per le schiene più resistenti. Immaginate un bambino andare a scuola con un melone rosso e succoso nello zaino. Come minimo finirà schienato come le tartarughe Ninja e bullizzato dagli amichetti che preferiscono le pere. L’anguria crea ostracismo.
C’è chi dice che niente come un’anguria riesce a rinfrescare una torrida giornata estiva.
Ma ne siete proprio sicuri?

Se ci pensate, anche un frigorifero rinfresca, ma nessuno lo porta al mare per tagliarlo a fette. Come mai?

PERCHÉ LA LOBBY DELL’ANGURIA SA COME MUOVERE I PROPRI FILI.

È difficile da accettare ma è così.
Inoltre, diciamolo: si sta degenerando.
In diverse zone del mondo, infatti, si va diffondendo la moda di dare ai cocomeri forme inconsuete. In Giappone, ad esempio, confezionano su misura angurie cubiche o piramidali inserendo il frutto in stampi resistenti per poi lasciarli crescere in cattività. Tempo qualche anno e, potete giurarci, Philippe Starck presenterà in una affollata conferenza stampa al Guggenheim di Bilbao una linea di angurie di design a forma di nanetti da giardino, lampada o garage.

Capiamoci. Non vorrei mai dopo la lettura di questo pezzo pensaste che ho qualcosa contro le angurie. Personalmente non mi hanno fatto nulla. Non sono mai stato insultato da una anguria, né mai ho ricevuto una mail al vetriolo da un cocomero. È tutta gente per bene che MAI ha commesso nella vita azioni scorrette, è bene ribadirlo.
Lungi da me, dunque, themotivarvi dal mangiare angurie. Il punto non è questo.
Il punto, piuttosto, è che vorrei themotivarvi dal mangiare angurie.

Ah, il titolo di questo articolo è totalmente arbitrario.