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Thomas era solo

01/11/2015
>5 min
a cura di Lawrence d’Orobia

Questa è una rubrica informatica conscia del fatto che: a fare i tutorial per principianti c’è già Aranzulla; se hai un problema può aiutarti Google; se vuoi comprare un videogioco vai su un sito specializzato.

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Quando indipendente diventa di moda, è spesso un problema. È successo anche per i videogiochi: se cerchi nella categoria Indie, ti ritrovi in un mare di pessime idee mal realizzate, buone idee tenute insieme con il nastro adesivo, impalcature senza idee e che, magari, di quell’assenza ne fanno pure un vanto. Insomma, trovare qualità non è così facile, ma Thomas Was Alone ha ragione sin dal titolo. Non dico che sia proprio da solo, ma la compagnia non è delle più gremite. Vedi, Thomas è solo un rettangolino. Hai presente i regoli che si usavano alle elementari? Ecco, quello. Thomas è l’1. Piccolo, salta ad un’altezza media, ma è la base per il resto. Mi sta simpatico Thomas. C’è anche sta voce narrante che mi spiega chi è e cosa vuole Thomas. Lui è un quadratino con un bel carattere. Crede di essere solo, ma chissà. Completo i primi puzzle, perché Thomas deve arrivare saltellando a una sorta di cornice della sua misura, per passare al livello successivo. Tutto è molto semplice ed intuitivo: vai a destra, vai a sinistra, salta, non cadere nell’acqua, non andare sulle punte. Però Thomas non è da solo, eh no. Andando avanti scopro che ci sono altri regoli: uno basso e tozzo, una grande che galleggia, uno alto e snello che salta molto in alto. Ognuno ha il suo colore, il suo carattere e la sua storiella, che rispecchiano le sue abilità in gioco. Mi stanno simpatici questi regoli, capisco come sfruttare le caratteristiche di ognuno, gioco di squadra, provo dei sentimenti nei loro confronti. Chiudo il gioco. Fisso il mio desktop mentre mi chiedo se sto davvero provando dei sentimenti per dei regoli. Mi torna in mente Chris (regolo basso e quadrato) che è innamorato di Laura (orizzontale, sarà tipo il regolo del 4), perché quando ci salta sopra salta più in alto. Colgo la metafora. Provo empatia. Mi appaiono Osho, Barbara d’Urso e il tipo che posta frasi motivazionali su Facebook. Questa strana trinità mi deride. Sto davvero cascando nell’intrattenimento dell’empatia, nella filosofi naìve della frase fatta? Fanculo, devo aiutare Chris. Che poi è la scelta giusta: in tre ore arrivi alla fie, il prodotto fiale è piacevole, essenziale, curato; e la musica è perfetta. Se presti attenzione ti spinge pure a pensare. Essendo del 2012 ha un prezzo ragionevole. Solo inglese. Volendo c’è anche per Apple e Android.█

 

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