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La sindrome di Parigi

13/08/2015
1~5 min
rubrica di psicologia clinica a cura del dr. Bertuletti

 
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Questa sindrome riguarda esclusivamente alcuni turisti giapponesi in vacanza nella “Città dell’Amore”, con netta prevalenza nel sesso femminile. L’incidenza statistica indica che circa 20 soggetti ne vengono colpiti ogni anno.

Per certi versi analoga nella sintomatologia alla sindrome di Stendhal (o sindrome di Firenze), è stata riscontrata per la prima volta nel 1986 dagli psichiatri dell’Hotel-Dieu, il più antico ospedale di Parigi.
Il profilo di personalità di tali soggetti è quello di persone particolarmente sensibili con grande ammirazione dell’arte (come artisti, poeti, scrittori, studenti dell’accademia di belle arti etc), con familiarità per disturbi d’ansia o malattia psichiatrica.
Le manifestazioni cliniche variano da: tachicardia, vertigini, sudorazione, un profondo senso di delusione, alterazione nella percezione della realtà, ansia, fino a coinvolgere attacchi di panico, somatizzazioni di diversa natura, depersonalizzazione ed in taluni casi un vero e proprio delirio di persecuzione in relazione all’ambiente immediatamente circostante. Ma perché?

La cultura giapponese dipinge Parigi come un piccolo borgo da cartolina, dove tutti sono felici, ricchi, e innamorati.

In verità Parigi è anche una metropoli molto costosa, con banlieu degradate, un clima non sempre mite, e non da ultimo abitanti spesso molto scortesi e arroganti. Una possibile interpretazione mette quindi in risalto la forte discrepanza, l’incongruenza, tra le esageratamente alte aspettative nutrite dai giapponesi in gita nella capitale idealizzata, e la realtà di Parigi così per come è realmente: una città sicuramente molto affascinante, pur tuttavia lontana dall’essere perfetta in tutto e per tutto. Insomma, una sorta di forte delusione che assomiglia ad un brusco risveglio in una realtà che, per un nostro bisogno profondo di crederla tale, ci eravamo immaginati diversamente.

Il disagio soggettivo provato è talmente intenso che l’ambasciata giapponese a Parigi ha addirittura attivato una linea telefonica, operativa 24 ore su 24, con l’intento di fornire aiuto psicologico a coloro che ne vengono colpiti.

 

Bibliografia:
Tamami, K. (1998). Reflexions on a case of Paris syndrome. Journal of the Nissei Hospital, 26, 127-132.
Viala, A., Ota, H., Vacheron, M.N., Martin, P., & Caroli, F. (2004). Les Japonais en voyage pathologique à Paris: Un modèle original de prise en charge transculturelle. Nervure (supplement), 17(5), 31-34.
Magherini, Graziella. La sindrome di Stendhal (in Italian) (1995 ed.). Ponte alle Grazie.

 

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