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Cimitero di S.Giulia di Bonate Sotto (BG)

11/12/2015
RIPadvisor

A cura di Leone Belotti

cimiteroBonateRIPadvisorScenografia ++++
Empatia ++
Memoria ++

Invece del solito Trip, certi giorni, è meglio farsi un Rip (riposi in pace). Per esempio la domenica pomeriggio con pochi soldi in tasca, e la fidanzata depressa. Dille che hai bisogno di silenzio ed eternità. Prendi l’asse interurbano direzione ovest, passi il Brembo, uscita Ponte S.Pietro, prendi per Bonate, superi le apparizioni mariane Ghiaie 1944, e appena ti compare un Cessna sopra un pub, svolti a sinistra. Poi trapassi il centro di Bonate, segui per santa Giulia. Improvvisamente, la vedi: una basilica romanica senza il tetto, in mezzo ai campi. Ti fermi, entri. Dentro: prato e lapidi, e in fondo, integra, c’è l’abside perfetta, tripartita, forte e umile: romanica.

In 33 metri di vialetto torni indietro 2000 anni. Fai due passi, ti chini a parlare con una statuetta sghemba: è Teresina, una bimba di 7 anni, morta nel 1923. Poco oltre, la lapide di Maria, morta ventiseienne nello stesso anno: donna pia ed affabile, sposa candida e soave, madre amorosa e tenera, chiamata da Cristo agli eterni tabernacoli. Con lei riposano gli innocenti figli Giocondo di mesi 8 e Caterina di giorni 15.

Sull’altro lato del vialetto, le tiene compagnia Adelaide, che non conobbe che le gioie del dovere iniziandosi nella speme del paradiso.

Donne martiri, e uomini esemplari, c’è l’industriale attivissimo morto accidentalmente, c’è il padre che consacrò l’infaticabile operosità di una vita intemerata alla prosperità della famiglia e c’è anche il sindaco, zelante reggitore di questo comune, retto prudente e pio, per soavità di maniere a tutti caro. Nella stessa lapide, la di lui consorte, la nobildonna Teresa, di ingegno elevato e di squisito sentire, e ci pare di conoscerla.

Nella colonna di sinistra dell’abside, innestata come un capitello, c’è l’urna di Tiziana, che visse 12 anni, e qui morì. L’urna, e la lapide, sono di epoca romana. Una teenager, morta qui, nella zona dell’Isola, 2000 anni prima di Yara (e anche 1400 anni prima della tredicenne Medea Colleoni).
Siamo nell’abside, e un prestampato in forex, appeso per le commemorazioni del primo novembre, recita: i morti non muoiono quando discendono nella terra ma quando vengono dimenticati.

Consiglio: spegnere telefono, smart, tablet. Sia mai che ti arrivasse la chiamata e trovasse occupato. Capace di farti mettere giù.

RIPadvisorCimiteroBonate

Storia e senso del luogo:
Nel nome, lo spirito del luogo: S. Giulia giovane cartaginese, venduta come schiava, torturata, uccisa in Corsica. Le reliquie suddivise tra l’isola di Gorgona, Brescia e Livorno. In suo onore, e per seppellire la propria figlioletta morta in viaggio, fu fatta costruie questa basilica dalla regina longobarda Teodolinda. In realtà, S.Giulia fu costruita attorno al 1100, abbandonata nel 1300, usata come giacimento di materiale per altre costruzioni (destino simile e opposto al Colosseo, “usato” per S.Pietro: S.Giulia fu “usata” per il castello di Trezzo) quindi ripresa nell’800 come chiesa del cimitero, in seguito al noto decreto napoleonico. Oggi fa parte del “percorso” del romanico. Per Gruppo Cultras è un luogo di culto catto-protofemminista: Giulia, Teodolinda, Tiziana, Teresa, Teresina, Adelaide, Maria, Caterina: sorelle in eterno.