Persone, luoghi e altre storie
Eventi
Il Magazine
Abbonati

I bambini a tre dollari – First Calvary Cemetery, NY

20/03/2017
RIPadvisor

A cura di Leone Belotti

Fotografie di Michele Perletti

Invece del solito trip certe volte è meglio un rip. RIPadvisor è la nostra rubrica di reportage cimiteriali: un racconto fotografico e narrativo aldilà dei luoghi comuni.

Valutazioni:

Cipressi +
Pietre ++
Eros ++
Thanatos +++++

23set16 8700 JLR

Ci incontriamo in un pub, lui, il fotografo, appena tornato da New York, io da Comun Nuovo. I nostri sguardi non potrebbero essere più diversi. Racconta, gli dico.

Ultimo giorno, una luce bellissima, incredibile, un’aria frizzante, nuvole che corrono veloci in cielo, e intorno odori, colori e rumori nitidi e intensi: quelle giornate in cui ogni cosa pulsa, ed è impossibile non aver voglia di vivere. La giornata ideale per andare a vedere il più grande, il più vecchio cimitero USA, il First Calvary.

Una necro-metropoli con tre milioni di defunti, e un’unica cosa in comune, sono tutti cattolici. Il Calvary è il cimitero degli italiani, degli irlandesi, dei polacchi, degli immigrati che hanno costruito la città moderna tra Ottocento e Novecento. Più recenti, i latinos, gli ispanici, i portoricani, i messicani, i sudamericani.

Ovunque ti giri, hai in primo piano lo skyline della città dei morti, e sullo sfondo quello della città dei vivi.

Nessuno in giro, un’area enorme, tutta a prato, e nient’altro che lapidi. Niente vialetti, niente cipressi, niente colombari o altre costruzioni, ma soltanto pietre che svettano come edifici. Ecco l’impressione dominante. Ovunque ti giri, hai in primo piano lo skyline della città dei morti, e sullo sfondo quello della città dei vivi.

23set16 8642 JLR

La tomba più antica, la prima, è del 1848: una giovane donna, morta di broken heart, crepacuore. Poi molti italiani morti giovani, evidentemente di morte violenta, negli anni del proibizionismo e delle guerra tra gangster. E moltissimi bambini. Su una vecchia guida c’è il listino prezzi: sette dollari gli adulti, tre dollari i ragazzi sotto i sette anni. Mortalità infantile alle stelle. Una città giovane ha il suo prezzo.

Rientrando a Manhattan, il tassista italoamericano che mostra come fossero reliquie le foto dei suoi figli, di quando li ha portati alla finale del baseball, spendendo una cifra pazzesca. Intere generazioni di ragazzini al cimitero dei poveri a tre dollari per poter mandare oggi i pronipoti alla partita da mille dollari. Si chiama integrazione.

Su una vecchia guida c’è il listino prezzi: sette dollari gli adulti, tre dollari i ragazzi sotto i sette anni.

Le cose cambiano, tutto cambia, e i morti saranno dimenticati. Guardo le immagini del Calvary, niente cipressi, solo prato; niente cappelle, niente monumenti, solo lapidi. L’enormità di questa doppia città, l’una brulicante sulla terra, l’altra sotto, mi fa pensare al paradosso matematico per cui oggi, per la prima volta nella storia dell’umanità, il numero dei vivi ha superato il numero dei morti, cioè di tutti i morti delle epoche precedenti dall’anno zero ad oggi. Te lo rispiego?

In 2000 anni, 80 generazioni. AI tempi di Gesù/Augusto: 4 milioni di persone in Italia, 20 nel resto del mondo. Nell’anno 1000, e praticamente fino al 1500: le stesse cifre, con crescita molto lenta, e periodici collassi da epidemia fino al boom demografico dell’età moderna. Il primo miliardo a metà Ottocento. A metà Novecento: 2,5 miliardi. Oggi: 8 miliardi di vivi. Fai le somme.

E dunque l’espressione “passare nel numero dei più”, non ha più senso. Oppure potremmo usarla per dire: “nascere”.

Sfoglia la fotogallery: