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New York 1887: cercasi marito

28/05/2017
Reportage

Reportage di Nellie Bly

dal The New York World, 4 dicembre 1887

Traduzione e adattamento di Melissa Ghidini
Fotografie di New York nel 1887 tratte da Ephemeral New York

Bly

Elizabeth Jane Cochran è nata nella primavera del 1864, in Pennsylvania. Da piccola la chiamavano Pinky, perché si vestiva sempre di rosa. A 16 anni scrive il suo primo pezzo per il Pittsburgh Dispatch; a quell’epoca le donne scrivevano spesso sotto pseudonimo: così Elizabeth diventa Nellie Bly. L’editore le chiede di scrivere di moda, società, giardinaggio.

Nellie-Elizabeth inizia a stancarsi di questi temi. Così, a 21 anni, trascorre 6 mesi come inviata in Messico. Poi si trasferisce a New York., si presenta negli uffici del New York World, diretto da Joseph Pulitzer. Gli propone un reportage: fingerà di essere matta e trascorrerà 10 giorni nel Women’s Lunatic Asylum, un manicomio sulla Blackwell’s Island. Nel pezzo denuncia violentemente le condizioni delle donne qui ospitate. Nel 1888 decide di compiere un giro intorno al mondo per imitare Phileas Fogg, il protagonista del romanzo di Jules Verne “Il giro del mondo in 80 giorni”. Lei ne impiegherà 72.

Nell’articolo che vi proponiamo di seguito, Nellie Bly si finge una giovane donna in cerca di marito e si presenta a un’agenzia di New York che, dietro pagamento, si impegna a trovare un’anima gemella per i proprio clienti.

È difficile trovare un solo desiderio che la donna newyorkese non possa soddisfare con l’aiuto di qualche agenzia. Grazie a questi servizi può ottenere una casa, arredarla, assicurarsi un nuovo guardaroba, una forma smagliante, una carnagione chiara, la colorazione di capelli più in voga, un prestito. Se desidera un marito e una famiglia, può ottenerli ad un prezzo ragionevole.

Questo modo di trovar marito mi interessava. Ero curiosa come un bambino con una cartuccia di dinamite. Mi segno l’indirizzo di un ufficio matrimoniale che fa affari sulla trentunesima strada, e una sera, sul tardi, li chiamo. Mi invitano nel loro salotto e presto mi ritrovo a parlare con un uomo e una donna che professano di potermi presentare la mia anima gemella (o quasi). Dico loro che ho sentito parlare dell’agenzia e sono ansiosa di condividere la beatitudine del focolare e del cucir bottoni.

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“Suppongo troverete un sacco di gente ansiosa di sposarsi?”
“Oh sì. Abbiamo tra i cinque e i settemila candidati sui nostri libri. Chi sono le persone? Bè, abbiamo un ministro, diversi medici e studenti di medicina, tutte le classi di uomini d’affari fino ad arrivare all’operaio. Non abbiamo la stessa varietà tra le donne. La maggior parte ha bisogno di una casa o ha superato da anni l’età da marito. Immagino lei abbia molte richieste e non necessiti del nostro servizio” mi lusinga il marito.
“Uno si stanca di incontrare amici secondo i modi convenzionali della società.” rispondo, “Credo sia possibile, incontrare qualche uomo che non avrei mai potuto conoscere altrimenti”.

Si strofina le mani e sorride, mostrandomi un mastodontico album contenente fotografie di uomini, (non mi è permesso vedere le donne). Che collezione! Di fianco ad un uomo dall’aspetto clericale, con una faccia del tutto ipocrita, compare un antico Babbo Natale con la faccia di uno che, dopo tutti i suoi anni, dovrebbe saperla lunga.
La donna vuole che riempia un questionario. In quel momento mi sento messa alle strette. Non oso dare il mio indirizzo, per evitare che scoprano che lavoro per un giornale. Dico di vivere da una zia che è così all’antica che se dovesse sapere che faccio questo genere di cose mi causerebbe ogni sorta di problemi. Dopo una sfilza di storie inventate, il giorno successivo ricevo e riempio il questionario.
Ecco come l’ho compilato.

È difficile trovare un solo desiderio che la donna newyorkese non possa soddisfare con l’aiuto di qualche agenzia.

Il questionario

Descrizione della signora X n° 17.244
Registrata nel libro -, pag -.

Dopo aver riempito questo questionario, scrivere il proprio indirizzo completo su un foglio di carta separato; pinzarli entrambi e consegnarli.
Il suo nome rimarrà segreto e nessuna persona potrà ottenerlo da noi. Gli interessati potranno contattarla (sotto nostra supervisione) solo attraverso il suo numero identificativo.
Per 5 dollari si ha diritto ai nostri servizi fino a un possibile fidanzamento.

  1. Quanti anni ha? Diciotto.
  2. Quanto pesa? Vario; 120 pounds in pelle di foca.
  3. Quanto siete alta? Cinque piedi cinque pollici, inclusi i tacchi francesi.
  4. Qual è la vostra carnagione? Bruna.
  5. La vostra nazionalità? Americana.
  6. Qual è la vostra occupazione? Passare il tempo.
  7. Qual è la vostra religione? Molto liberale.
  8. Qual è la vostra quantità di beni mobili ed immobili? (?)
  9. Qual è il vostro reddito annuale? 2.000 dollari.
  10. Quale importo si aspetta di ereditare? 200.000 dollari per la morte dei miei nonni.
  11. Gode di buona salute? Perfetta.
  12. È mai stata sposata? Sono rimasta vedova due mesi dopo il mio matrimonio.
  13. In caso affermativo, quanti figli ha? Nessuno.
  14. Quali l’età e il sesso dei bambini? –
  15. Quali sono i vostri punti di vista e le abitudini per quanto riguarda l’uso del tabacco e le bevande alcoliche? Liberale, se non utilizzati in eccesso.
  16. Siete esperte di musica vocale o strumentale? Sì, di entrambe.
  17. In quale Stato o territorio risiedete? New York, allo stato attuale, cosmopolita.
  18. Risponderete in qualche modo a tutte le lettere cortesi che potremmo inviarvi dai nostri clienti e che riteniamo essere sincere? Con piacere.
  19. Che età devono avere i vostri corrispondenti? Tra i ventitré e gli ottanta anni.
  20. Siete contrarie a qualcuno che è già stato sposato? No.
  21. Obiettereste se il corrispondente avesse un figlio? No.
  22. Avreste qualcosa in contrario se il vostro corrispondente avesse più di un figlio? No.
  23. Specifichi che religione preferisce. Non ho alcuna preferenza.
  24. Specifichi che nazionalità preferisce. Non ho alcuna preferenza.

Il prezzo di un marito

Dopo aver compilato il modulo e pagato la mia tassa mi è stato chiesto di firmare un assegno per l’importo che salderò il giorno del matrimonio. Poi è arrivato l’intoppo. Vogliono il mio indirizzo per assicurarsi il denaro e non posso darglielo. Imploro, in nome di mia zia, del suo dispiacere e della possibilità di essere diseredata dai miei nonni, e infine concludo che avrei preferito non presentarmi che dare il mio indirizzo. Hanno i miei 5 dollari, così mi suggeriscono di provare l’agenzia per dieci giorni e nel caso in cui, alla fine di quel tempo, non avessi avuto abbastanza fiducia in loro per dare il mio indirizzo, avremmo potuto organizzarci in qualche altro modo. Sono contenta di farla franca così facilmente e firmo l’assegno con il mio falso nome. Ecco l’assegno:

100 dollari NEW YORK, 11 NOVEMBRE 1887

Quando mi sposerò, o prometterò di sposare un uomo conosciuto con l’aiuto di, o al quale in qualsivoglia maniera sia stata presentata da…. Sia attraverso le colonne del… o altrimenti, prometto di pagare…o ordinare su richiesta, per il valore ricevuto, nei servizi sopra espressi, l’intera somma di 100 dollari.

Firmato, Mrs. JEAN HASTING Thompson.

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Istruzioni per l’uso

Ho comprato una cassetta della posta in un ufficio in centro, dove avrei potuto ricevere le lettere. Poco dopo ho ricevuto una busta gialla e all’interno questa strana missiva:

MISS JEAN HASTINGS: Siete invitata a presentarvi nelle nostre stanze alle 20:00 in punto di venerdì 25 novembre, 1887. Sperando, in questa occasione, di farvi conoscere un gentiluomo gradevole, rispettosamente, H.B. WELLMAN.

Staccare la parte di questo foglio segnata con B e consegnarcela in busta chiusa via posta. Se si accetta l’invito, firmare e datare il modulo segnato B; se si rifiuta l’invito, o se non si può presenziare al momento stabilito e si desidera prendere accordi per un altro appuntamento, indicare i tempi e scrivere le informazioni complete sul retro del foglio segnato B.

All’arrivo suonare il campanello più vicino alla nostra targhetta sulla porta. Verrete accompagnati in un salone privato. Qui presenterete la parte della lettera marcata A a colui che vi ha ammesso, e verrete avvisati quando la persona che dovrete incontrare ci raggiungerà. Se l’incontro dovesse durare più di un’ora o oltre il tempo designato, sarà applicato un costo aggiuntivo.

SIG. H.B. WELLMAN,
Nei termini sopra indicati, accetto l’invito e mi presenterò presso la sala di ricevimento alle 20:00 di Venerdì 25 novembre 1887.

JEAN Hastings.

Candidato 1: il logorroico

Piove la sera in cui esco per incontrare il mio aspirante marito. Una volta raggiunta l’agenzia, l’agente mi porta in uno stanzino, dove inizia ad illustrarmi tutte le qualità eccelse di quest’uomo.
“Diciamo che è un buon uomo e sarebbe un marito di prima classe. È presidente di due società minerarie ed è molto ricco, aristocratico, quindi dovrete essere carina con lui. Seguitemi ora.”
Impaziente lo seguo in punta di piedi, nei miei tacchi francesi, per poter soddisfare le aspettative di perfezione. Mi fermo davanti alla porta, prendendo un lungo respiro e strozzando una risata divertita, mentre l’agente bussa delicatamente con le nocche. Mormora qualcosa che sembra essere una sorta di introduzione, e una grande, lunga figura compare dal divano dall’altro lato della camera. La porta si chiude e rimango sola con lui. Dev’essere un metro e ottantasette. Ha i capelli castani, basette e baffi. I suoi movimenti, ad eccezione della lingua, sono lenti e pesanti. Ha quarantadue anni.
“Non ho capito il suo nome”, dico, dopo una lunga pausa.
“Mi ha presentato come Mr. Hoage, ma il mio vero nome è Calvin A. Poage. Sono il presidente di due società minerarie. Il nostro ufficio si trova a 61 Broadway, e mi piace l’Hotel Barrett.”
Mr. Poage mi consegna due certificati come prova di quello che ha appena detto.
“Sono nato in Virginia”, ha continuato, “e mio padre era un insegnante. Quando ero ancora bambino ci siamo spostati nel Missouri. Era un uomo molto intelligente, e maestro di trenta diversi strumenti musicali. Sono esperto di quasi altrettanti. Ero un prodigio da bambino. C’erano persone che venivano da lontano per vedermi. A otto anni sapevo parlare e scrivere in latino, e a dieci anni in greco. A diciotto mi sono laureato a Princeton”, con aria compiaciuta. “Ho ricevuto tutta la gloria che desideravo da questa vita, e ora sto lavorando per denaro. Sono proprietario ed editore di un giornale chiamato l’Occidente, a San Francisco. Sono conosciuto come scrittore, e la gente mi esorta a vendere loro le mie lettere.”

“Ho ricevuto tutta la gloria che desideravo da questa vita, e ora sto lavorando per denaro. Sono proprietario ed editore di un giornale chiamato l’Occidente, a San Francisco. Sono conosciuto come scrittore, e la gente mi esorta a vendere loro le mie lettere.”

“Che bello fare lo scrittore,” respiro con entusiasmo, e prendo a calci il tavolo per ricordarmi che la storia dipende dal mio autocontrollo. “Per chi scrive, forse per questi orridi quotidiani o piuttosto per qualche deliziosa rivista?” “Scrivo per il Secolo e una serie di altri. Sono molto famoso come scrittore, così come docente, e se volessi dedicarmi alla letteratura potrei fare un sacco di soldi “, tutto orgoglioso.
“Oh veramente! Che bello! “Esclamo, con accento di meraviglia, non del tutto scontato. “Che stupida che sono! Ho sempre pensato che gli scrittori ricevessero poco compenso”.
«Oh, no,” pomposamente; “C’è un certo John Howard, Jr., lui prende 25.000 dollari in un anno solo da un giornale.” Qui ho dovuto ancora esercitare il mio autocontrollo.
I minuti diventano ore e continua a parlare. Smetto di ascoltarlo e finalmente comincio a pensare ad altre cose. Quando ritorno sulla terra, quello sta ancora parlando. Sono stanca e mi sento debole, così suggerisco, con labbra e voce tremante, che è giunta l’ora per me di tornare a casa.
Mi ha lasciato in un angolo senza sollevare il cappello, e così si è concluso il mio primo incontro con un aspirante marito. Sono salita in macchina, girando per diversi isolati, e sono scesa, facendo un giro completo in modo tale che, se qualcuno mi avesse seguito, me ne sarei accorta.

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Avanti altri

Con la scusa di voler fare una selezione, ricevo il libro delle descrizioni e mi sfoglio i candidati. La maggior parte degli uomini sono decisamente originali nell’ortografia e nella grammatica. Gran parte dei residenti a New York sono comuni e monotoni, mentre quelli del West possiedono almeno una scintilla d’interesse. Un uomo scrive che vuole una moglie con denaro sufficiente da poter avviare una farmacia. Un altro ancora: “Sono un atleta, tutto d’un pezzo, sono bello e ho un fisico mozzafiato. La ragazza dev’essere al mio pari”. Quest’altro, evidentemente, aveva un gusto particolare per questioni religiose: ”Mia moglie deve avere un aspetto curato, ordinato e molta verve. Che non si aspetti di trasformare la casa in una stanza Y.M.C.A. o un dormitorio di pastori”.

“Sono un atleta, tutto d’un pezzo, sono bello e ho un fisico mozzafiato. La ragazza dev’essere al mio pari”

Candidato 2: l’amorevole

Il candidato successivo è un uomo magro dai capelli neri e i baffi. Sembra un becchino. Mr. Holmes, Miss Hastings, e sono rimasta sola con lui. Si è seduto sul lato opposto della stanza e mi è apparso abbastanza schivo e nervoso.
“Pensa che si dovrebbe sempre amare il proprio marito, signorina Hastings?” Mi chiede timidamente.
Ho qualche dubbio in materia, ma rispondo con sicurezza in senso affermativo. Lui sorride, un sorriso schivo e dà un colpetto alla sedia.
“Si sposerebbe per amore, signorina Hastings, indipendentemente da ciò che è l’uomo?”
Ancora una volta rispondo di cuore in senso affermativo, lui sorride e dà un altro colpetto alla sedia.
“Ammira gli uomini scuri, signorina Hastings?” Guardo la sua carnagione bruna, e lo guardo di traverso con agitazione, respiro affermativamente. Ancora una volta lui mi sorride e spinge la sedia.
Per rompere la monotonia, gli chiedo di raccontarmi delle candidate che ha incontrato prima di me.
“Non sono rimasto colpito”, mi dice “L’ultima che ho visto aveva circa quarantacinque anni, ed era terribile. Ha parlato tutto il tempo di altri uomini, e mi sono offeso.”
Mi dice che gli piaccio molto, e mi chiede di incontrarlo di nuovo.

Ho promesso di scrivergli, così ci siamo scambiati gli indirizzi. Il suo era B.W. Holmes, P.O. Box 3, 441, in città. Prima che l’ora terminasse, la sua sedia, stranamente, aveva attraversato da sola la stanza ed era vicino alla mia. Questo mi ha fatto pensare a casa, così ho detto che “zia” non mi permetteva di stare fuori fino a tardi e che dovevo assolutamente andare.

Pochi giorni dopo ho ricevuto una lettera molto avvincente da parte sua. Non ha ancora ricevuto risposta.

Candidato 3: tu perché sei qui?

Il mio prossimo candidato è abbastanza privo di sentimenti. Un uomo alto, dalla carnagione chiara e i lineamenti decisi.  Non è vestito male e le sue maniere sono brevi e decise.
“Non ho la minima intenzione di sposarmi”, mi dice quasi istantaneamente, come se temesse che cada fra le sue braccia. “Vengo qui solo per divertirmi. Tu perché sei qui?”
Immediatamente penso all’eventualità che si tratti di un detective ingaggiato per smascherare la mia ricerca, così decido di diffidare. “Naturalmente la gente non può incontrarsi per scopi onesti qui. Chiunque può avere amici senza doversi recare qui per qualcos’altro.”

Parlo a bassa voce del destino che guida i nostri passi e ci porta alle nostre anime gemelle, e faccio in modo che i miei occhi sembrino commossi e il mio cuore pure.
“Beh, il mio nome è J.E. Cassett. Vivo al numero 152 di Lexington Avenue e ho un’agenzia di assicurazione al numero 155 di Broadway. Sono nato a Cincinnati, Ohio. Quando sono arrivato qui non conoscevo nessuno, così ho pensato di provare questo posto. Penso che sia solo un modo per far soldi.”
“Hai incontrato molte donne qui?”
“No, la maggior parte delle volte è stato via corrispondenza scritta, ma le lettere traboccavano della sola idea del matrimonio. Ognuna era interessata a sposarsi. Io no, così ho smesso.”
“Hai incontrato qualcuna delle tue corrispondenze?”
“Sì, ne ho incontrata una. Viveva a Philadelphia, in una bella casa marrone a tre piani. Le ho inviato una cartolina, e quando è scesa mi ha detto che dovevo far credere ai suoi di averla incontrata ad Asbury Park la scorsa estate. Penso che la maggior parte delle persone che vengono qui siano mature e ben lontane dalla stagione dei sentimenti. È solo una questione di soldi o di accasarsi”.

“Non ho la minima intenzione di sposarmi”, mi dice quasi istantaneamente, come se temesse che cada fra le sue braccia.

Candidato 4: Voleva una cameriera

Uno dei candidati più divertenti era un uomo che, evidentemente, pensava di ottenere una governante sposandosi. Le sue prime domande sono state: Sai cucinare e spazzare bene; sei capace di far bene i letti; sei brava a lavare e stirare; accenderai il fuoco e porterai il carbone; godi di buona salute? Rispondo affermativamente. Mi dice: “Se puoi provarmelo, ti sposerò.”

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Candidato 5: un vecchio vedovo

Tra gli altri candidati c’era il signor Williams, che ha una farmacia ad Harlem. È vedovo da tredici anni e ha una figlia di quindici. Era piuttosto timido.
“Lei è così buona e felice”, mi dice, guardandomi con ammirazione, mentre io rido delle sue osservazioni. “Suppongo che io sia abbastanza vecchio da essere suo nonno? ”
“No, oh no,” rispondo con un sorriso. Non voglio scoraggiarlo.
“Lei ha delle maniere particolari. Sarei meno timido se potessi conoscerla meglio.”
Rido del dubbio complimento e lui arrossisce compiaciuto.
“Ho una bella casa e una serra, e oggi ho comprato a 300 dollari una fontana di soda. Le piace la soda? Non le piacerebbe essere una farmacista o la moglie di un farmacista? ”
Questo sta premendo un po’ troppo l’acceleratore, così cambio discorso.
“Mi dica delle donne che ha incontrato qui.”
“Con una sola eccezione, erano tutte perfettamente sgradevoli.”
“In che modo sgradevoli?”
“In ogni modo; abito, aspetto, maniere… E tutte così ansiose di sposarsi. Non ne ho mai rivista una.” “Deve essere difficile accontentarla” ho suggerito un po’ imbronciata.
“Oh, no. Niente affatto. Se solo avessi incontrato una come lei!”

A questo punto gli dico che mia zia avrebbe cominciato a sentire la mia mancanza e lo mollo.
Si è conclusa così la mia esperienza nell’agenzia matrimoniale. Sto ancora cercando marito, e il Signor Wellman ha i miei 5 dollari.

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