Persone, luoghi e altre storie
Magazine
Books

Cinque domande e mezzo a Taddei e Angelini – fumetti, cinema e bandiere bianche

16/03/2016
Interviste

A cura di Stefano Togni

Anche quest’anno, il Bergamo Film Meeting si è mostrato in prima linea nel proporre al suo pubblico molti tra i più interessanti autori di fumetto del momento, continuando una tradizione nata con l’edizione dell’anno scorso che ha visto scandire le giornate del BFM con delle strisce giornaliere prodotte dagli illustr-anti ospiti, in una forma molto personale di reportage.

Taddei Angelini fumetti intervista

Sono stati chiamati a presentare i propri libri e il proprio lavoro Lucia Biagi, Spugna, Paolo Cattaneo e la coppia Taddei e Angelini, i quali hanno tutti segnato alcune delle opere più felici del panorama nazionale fumettistico degli ultimi due anni. Il festival, volente o nolente, sta iniziando a diventare un’occasione unica per i lettori bergamaschi di incontrare autori che difficilmente troverebbero ai canonici eventi e fiere che legano la terra orobica al mondo del fumetto. Il ringraziamento va fatto in primis a chi si è impegnato a invitare questi autori, in primis Sir Simone Tempia e lo studio di serigrafia Corpoc.

Personalmente, ho presenziato quando mi è stato possibile, mi è sfuggita ahimè Lucia Biagi, ho beccato un abilissimo Spugna ai tavoli dell’Elav Meeting Point improvvisare pose naturali in risposta ai flash dei fotografi, ho conosciuto un entusiasta e sorridente Paolo Cattaneo affamato di pellicole, nonché un duo di campari e compari baldanzosi e freschi di ristampa, in una gita alla deriva nelle terre del Nord.
Questi ultimi sono Simone Angelini e Marco Taddei, con i quali la conversazione ha avuto un’appendice interessante in via telematica, riguardante il loro successo Anubi, storia di un dio nel tempo del suo crepuscolo, nonché di Burroughs, degli inquieti clienti di un bar e di una gang di suore.

Taddei Angelini fumetti intervista 1

Chi sono le Zoccole Misteriose?

Simone: Una storica band punk di Vasto.

Marco: Sì, sono amici da bar. Dove passano loro crescono solo bottiglie di Peroni vuote. Il loro modo di suonare mi è sembrato talmente adatto allo spirito del fumetto che ho deciso di farli entrare a far parte del mondo di Anubi, che ad un certo punto, ubriaco marcio, alla guida della sua scassatissima Rolls Royce, si mette a cantare il pezzo “Il Sabato Sera”, che è proprio un brano delle Zoccole. Narra dell’ansia alcolemica che ti piglia nel week-end ed è ambientato nel peggior bar dell’Adriatico, ossia il bar Racciatti, che è a Vasto ovviamente.

Quale sfondo geopolitico e quali strategie nasconde la stampa di Anubi a Zagabria (HR)?

Simone: ahahahah, questa domanda dovresti farla a Silvana Ghersetti e Andrea Benei i pirati della Grrrz Comic Art Book, mi sembra di ricordare una questione di mappe, tesori e bruciabudella.

Marco: Confermo. La casa editrice Grrrz è la copertura di un commercio internazionale di grog genovese.

Forse è Zagabria ad accomunare Vasto, Pescara e l’Egitto? Ci avete mai pensato?

Simone: Prova a collegare con delle rette Genova con Pescara, poi Vasto, poi Il Cairo, risalire a Zagabria e chiudere a Genova e dimmi cosa accade.

Marco: Non è un caso che dall’aeroporto di Vasto ci sia un volo diretto a Il Cairo che fa scalo prima a Pescara, poi a Zagabria e poi di nuovo a Vasto.

Taddei Angelini fumetti intervista 2

Sono molto contento quando il fumetto italiano (non quello storico) riesce a varcare il confine nazionale e, magari, sfogliando (si può dire?) qualche sito americano o francese si trovano nomi come Deflorian, Bagnarelli, Palloni e Settimo. Come nasce la collaborazione con Tinto Press [etichetta di pubblicazione e di distribuzione di comics da tutto il mondo, based in Denver CO, NdR]? Si tratta di un vostro impulso a spingersi all’estero o di un talent scouting?

Simone: Si fa piacere anche a me, sopratutto se dietro questo espatrio c’è la capacità degli autori e non solo degli accordi di marketing. La pubblicazione negli USA con la Tinto Press di “Short and merciless stories” è avvenuta nel più semplice dei modi. Abbiamo tradotto il fumetto alla meno peggio in inglese e l’abbiamo spedito via email a Ted Intorcio, boss della casa editrice, che l’ha apprezzato e addirittura ha creato dei circoli di lettura a Denver (credo anche con italo/americani) per comprendere meglio la storia e trovare il modo migliore per tradurla e proporla sul mercato americano. Inoltre Ted ci ha dato il grande onore di essere introdotti dall’astro nascente Noah Van Sciver e da autori affermati dell’underground a stelle e strisce come Sam Spina, Gary Dumm, Sophie Crumb (si, è la figlia).

Marco: Tutto vero, non posso che alzare i calici e brindare a Cristoforo Colombo!

Pensereste mai a una trasposizione cinematografica, o anche meglio, in forma serie TV/cartone animato di Anubi? Penso ad esempio a Bojack the Horseman, serie animata targata Netflix che parla di un cavallo-attore hollywoodiano ormai nel declino della sua carriera.

Simone: Si decisamente! Non vediamo l’ora! Anche videogame, un film con attori veri, una piece teatrale, un gioco di ruolo, le action figure, ecc. Bojack the Horseman l’ho recuperato lo scorso mese, non lo avevo mai visto, bellissimo!

Taddei Angelini fumetti intervista 3

Marco: Abbiamo in mente anche il gioco di ruolo. La scatola sarà nera con una stella bianca al centro. Si potranno interpretare tutti i personaggi del mondo di Anubi (tranne Anubi) e nel caso inventarne di nuovi incrociando quelli già esistenti tipo: Horus-Suora, Burroughs-Vigile Urbano, Enrico che si inietta tumori nelle vene, un barista venditore di palloncini fatti di vodka. L’edizione di lusso conterrà anche il Campari.

­Qual è il vostro ideale di strage? Prendere a fucilate la gente da un campanile? Far le persone a pezzi con la motosega, senza magari ucciderle?

Simone: Come nel film “The Day after tomorrow” salvare l’umanità intera su delle grandissime arche spaziali, prendere la strada per un pianeta vergine da colonizzare, però durante il viaggio aprire i boccaporti e disperdere tutti nello spazio siderale, assistendo dal ponte di comando dell’ astronave ad uno spettacolare fuoco d’artificio fatto di carne, viscere e sangue.

Marco: Nel caso mancassero i soldi per costruire le arche spaziali propongo la vita, che è strage quotidiana al contagocce, forse basta quella per farci fuori tutti. C’è solo da aspettare.