L'ubicazione del bene/ Giorgio Falco
Einaudi/ 16€
l'altra volta non l'avevo letto perchè l'immagine di copertina mi spaventava, poi ho deciso di superare le mia paure e ho cominciato questa raccolta di racconti degna dell'ultimo Carver, quando la disperazione prendeva il posto della disillusione. Giorgio Falco racconta tranche de vie di quotidiana abiezione relegata nell'atmosfera claustrofobica dell'hinterland milanese, gravitando intorno alla destrutturazione contemporanea di concetti come "casa" e "famiglia”. Famiglie denucleate in abitazioni denucleari dentro un'epoca postnucleare. Mica a caso la raccolta si apre con una pagina esemplare che anticipa uno dei correlativi oggettivi della condizione umana intorno a cui gravita l’intera opera: l’insetto.
Lo scarafaggio che diventa capitale commerciale per il piccolo imprenditore, le pulci che minano la sicurezza e la serenità della coppia in cerca di un cane, e infine le termiti, nell’esemplare racconto che chiude la raccolta. Anche se è il primo comunque quello che più mi dà ragione.
andre

