lucamaleonte/ Street artist
Intervista a cura di Vacon Sartirani
- Innanzitutto: Lucamaleonte... ma Luca è il tuo vero nome? O non si può dire?
- Certo che Luca è il mio vero nome e Maleonte è il mio vero cognome
- ovviamente!Ci racconti brevemente come si è sviluppata la tua passione per l’arte urbana?
- Quando ho incominciato, intorno al 2001, ancora non esistevano etichette che definissero quello che facevo, as-secondavo semplicemente il mio istinto.Si trattava del desiderio di fare e di vedere per strada qualcosa che si distaccasse dall’estetica del graffito classico, del writing, dello sviluppo delle lettere e di realizzare invece qualcosa di più accessibile a tutti, ho incominciato disegnando a mano libera poster ed adesivi, poi sono passato agli stencil, da quel momento, nel 2002, non ho mai smesso di ritagliare.
- Sei stato uno dei primi a fare un utilizzo iperrealista, con fedeltà quasi maniacale, di un mezzo (lo stencil) nato per realizzare copie veloci e stilizzate, contribuendo a farne emergere le potenzialità. Non ti senti un po’ un pioniere?
- Mi sento solo fortunato ad aver iniziato prima di altri e ad avere avuto la pos-sibilità di lavorare a tempo pieno per migliorarmi tecnicamente. Ho scelto questa strada perché si avvicina di più al mio gusto estetico, ci sono tanti stencil-artists che hanno sviluppato altri stili ugualmente interessanti.
- La stencil-art, infatti, anche grazie a te sta recentemente vivendo un periodo di particolare diffusione e apprezzamento. Come vivi questo boom? Hai avuto periodi in cui era difficile far “passare” i tuoi lavori come arte?
- Non ho mai cercato di far passare i miei lavori come arte, in realtà, mi aspetto che sia il pubblico a dire se lo sono o no, io percorro la mia strada, quadro dopo quadro... Ammetto però che ultimamente l’attenzione su questa tecnica è aumentata notevolmente, in seguito alla diffusione mondiale della street art, ovviamente questo non è altro che uno stimolo a fare ancora meglio, no?
- Sicuramente. A proposito della diffusione della street art: da tempo il confine tra arte “di strada” e “istituzionale” si fa sempre più labile, ed è causa di infiniti (e spesso inconcludenti) dibattiti. Tu in che ambito ti senti più a tuo agio, la strada o la galleria?
- Al momento mi diverto molto di più in galleria, trovo che sia più stimolante la sfida nel realizzare lavori più “istituzionali”. Il panorama attuale dell’arte “di stradada”, come dici tu, è abbastanza desolante, e mi ha un po’ stancato, ci sono poche idee nuove ed io stesso non ne ho moltissime, diciamo che sto aspettando uno stimolo valido per proporre qualcosa di nuovo anche in strada.Per quanto riguarda il presunto conflitto stradagalleria hai ragione nel dire che quanto è stato detto finora è stato inconcludente, per me sono due mondi paralleli che possono esistere contemporaneamente, non credo alle prese di posizione radicali, penso, però, che se sta in galleria non è street art, è qualcos’altro, ancora senza nome, per questo nel descrivere quello che faccio preferisco usare il termine stencil art.
- Sul tuo facebook ho letto la frase “Non conta il provare, non conta neanche il fare: conta soltanto il fare bene”. Trovi che la situazione artistica, oggi, si rispecchi in questa filosofia?
- La frase è una citazione da una canzone rap, ispirata a sua volta dagli insegnamenti Jedi di Yoda, nel film “L’impero colpisce anco-ra”, ed è diventato presto il mio motto, il mio lavoro è una conti-nua spinta a fare il massimo possibile. Purtroppo la filosofia della scorciatoia sta prendendo sempre più piede, si tende a fare quello che è più facile invece di cercare nuove strade, impegnarsi, studiare ed evolversi, questo ha portato, con il tempo, ad un visibile abbassamento del livello qualitativo generale.
- E se non fossi così bravo a fare quello che fai, cosa faresti?
- Non oso neanche immaginarlo...forse il restauratore, dato che ho studiato per diventarlo, ogni tanto me lo dimentico!
- Per finire, una domanda che - da artista - faccio un po’ a tutti i “colleghi”: è ancora possibile vivere in Italia facendo solo il nostro mestiere?
- Facendo i dovuti scongiuri, sì, al momento riesco a vivere ed a mantenermi grazie ai miei stencil, anche se temo il momento in cui dovrò un po’ mollare per fare un “lavoro vero”, fortunatamente non è ancora arrivato.
- Beh, mi auguro anch’io che non arrivi, perché significherebbe probabilmente meno lavori di Lucamaleonte in giro e l’idea non mi piace affatto.








