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Esercizio di osservazione – Le emozioni celate

31/01/2017
Fotoracconti

A cura di Pavlov Arnoldi

Fotoracconti è una rubrica che esercita la riflessione attraverso l’osservazione fotografica, cosa non da poco in una società non fotologica, bombardata da stimoli fotografici complessi e multiformi, che spesso non riesce a decifrare. Qui, nel caso vi interessasse l’argomento, una introduzione alla rubrica.

1 Vivian Maier -New York, 1954

Vivian Maier: gli articoli su questa bizzarra fotografa si sprecano – e per ora mi astengo dal dare il mio contributo all’affollamento che invade l’etere internettiano in materia. Volevo piuttosto proporvi uno dei suoi scatti come primo esempio guidato alla lettura di ciò che una foto ci può o non ci più dire. Come una grossa fetta della produzione della Maier, ignoriamo data e luogo in cui l’azione è stata colta, e a noi poco importa: quello che conta è il sondarne l’accaduto.

La madre sgrida il figlio. Il figlio piange.
Ora, ammesso che quella donna sia proprio sua madre, ma è davvero questo che sta accadendo? Se osserviamo la postura della donna, e scrutiamo lo spiraglio espressivo che quest’angolazione ci offre, essa non ci appare arrabbiata. Diremmo piuttosto che stia richiamando il bambino, che lo stia ammonendo, o ancora, che gli stia dicendo “tesoro, non interrompere mentre la mamma sta parlando con la signora…”. Quindi perchè il bimbo piange? Non ci sarà mai dato di saperlo. Ma possiamo notare che quella sua smorfia non è un vero e proprio pianto; ci pare piuttosto lo sforzo di trattenersi mentre il mento prende a tremare e gli angoli degli occhi cominciano a bruciare per il salire delle lacrime. Ai giardinetti, un bambino in bici ha fatto qualcosa, e sua madre glielo fa notare. Il ragazzino se ne vergogna tanto che sta per piangere, e l’essere osservato non fa che peggiorarne il disagio. Tutto ciò accade silenziosamente. Il bambino alle sue spalle continua il gioco, pedalando via con noncuranza. La fotografia ci mostra un attimo specifico di un piccolo dramma. Un momento in cui ciò che muove sta al di sotto di ciò che è visibile. Un momento estremamente intimo.

Sfoglia la gallery:

  • Robert Lebeck ci mostra una coppia che balla in un caffè moscovita dei primi anni sessanta. La donna gli parla, ma l'uomo a chi sta pensando?