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Bergamo Anno Zero o del circo che cambiò una generazione

24/08/2016
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A cura di Davide Gritti

Fotografie di Marco Bellini e Linda Alborghetti

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1979, qualcosa sta cambiando in Italia. “Il Paese è percorso da una linfa benefica che alimenta il tronco e le membra. A Milano ho visto ragazze eleganti, bei vestiti, buoni profumi”. Così Romano Prodi a Panorama. In una Bergamo che sembra quella di oggi, il giorno che cambia tutto è il 27 aprile.  Un reportage ex-post fedelmente basato sulla stampa locale dell’epoca.

I
Cronaca della Città dal Tendone

Il 27 aprile 1979 a Bergamo, forti scrosci di temporale per tutta la giornata. Un dobermann marrone si allontana da casa, forse spaventato dai lampi. Il padrone si preoccupa, cerca, non trova, chiama l’Eco di Bergamo e fa scrivere “smarrito dobermann marrone, si promette lauta ricompensa” e il numero del telefono da cui sta chiamando. Intanto un operaio di Stezzano, al riparo dai lampi, si infortuna testando un laser all’anidride carbonica. Le notizie saranno pubblicate il giorno dopo.

Fu per gioco o per follia,
quando ad un relè affidai
la sorte mia!

Marco Rota ha 23 anni, studia Economia e Commercio a Bergamo. In questo momento, tardo pomeriggio, sussulta nell’androne della biblioteca Caversazzi, incerto se attendere che spiova o uscire lo stesso. Lo avvicina un giornalista del Giornale di Bergamo, gli domanda perché ha scelto proprio quella biblioteca. Risponde che ci trova sempre amici con cui discutere nelle pause dalle 2 o 3 ore di studio filato. Saluta. Sfida la pioggia per qualche centinaio di metri, che si fa più forte seguendolo verso il Quadriportico. Trova un riparo inaspettato sotto il tendone in allestimento della Fiera dei Librai, aprirà la mattina seguente (il Premio Bergamo andrà a Primo Levi con il romanzo industriale La chiave a stella). Le notizie saranno pubblicate il giorno dopo. Un commesso della libreria Arnoldi gli domanda una mano con gli ultimi scaffali e riprende a discutere dei fatti del comune: poche ora fa è stato nominato il nuovo sindaco di Bergamo, Giorgio Zaccarelli. L’Italia, alle elezioni di maggio dirà addio al compromesso storico, ma a Bergamo la DC mette ancora d’accordo tutti.

Il carrozzone va avanti da sé,
con le regine, i suoi fanti, i suoi re…

Marco, annoiato, riflette sulle proposte della ricca serata bergamasca. Cinema. La rassegna del cineforum Lab80 sul cinema cinese o l’ultimo di Spielberg, Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, al Conca Verde? Musica. Continua la moda dei dancing dotati di incredibili impianti sonori hi-fi della Italian Sound Company e collezioni di dischi made in USA: al Capriccio di Arcene questa sera canta il crooner Fred Bongusto, allo Snoopy di Serina dopodomani Beppe Grillo. Musica strana: grazie alle ARCI di Chiuduno, Trescore, Osio e Clusone arriva a Bergamo Rock in Opposition, collettivo di band europee che fanno avant-prog e altri sperimentalismi, odiano la distribuzione commerciale come le strumentalizzazioni politiche, “suonare e basta”. I principali gruppi del collettivo, tra cui i milanesi Stormy Six, saranno in circoli provinciali nei prossimi giorni: stasera a Dalmine i belgi Univers Zero, con l’album Eresia.

L’evento più importante della della storia di Bergamo a cavallo tra gli anni ’70 e ’80 però, più di sindaci, fiere del libro, incidenti col laser e dobermann scomparsi, si svolgerà sotto un altro tendone.

2

II
Cronaca della Città sotto il Tendone

È meglio fingersi acrobati che sentirsi dei nani,
spendendo tutti i sogni eludendo i guardiani.

Il Piazzale dei Divertimenti di Bergamo, alla Celadina. Un tendone, ma non è un circo. Anzi sì, è il circo della famiglia Togni. Ma è stato comprato e trasformato in un tempio. Gira l’Italia, in quell’anno verrà visitato da 300000 persone in 58 sold-out, stracolme di adolescenti o poco di più. Zerolandia, il mondo mobile di Renato Zero. A Bergamo si esibisce in una tre date del tour EroZero: venerdì sera, sabato sera, domenica pomeriggio. Tre “tutto esaurito” da 5000 posti, 15000 paganti. Cosa cercano sotto Zerolandia 15000 giovani bergamaschi?

La “terra promessa dell’amore e dell’amicizia” in cui si mette in scena uno spettacolo allegorico-psicanalitico: nel mondo di Zerolandia l’Uomo flirta con la Morte, sfiora il Cielo e trova la Salvezza, incontra Super-Io, sconfigge la Normalità. Le canzoni sono secondarie, ma al primo posto delle classifiche da 3 anni: parlano di incontri occasionali, relazioni perverse e/o eterne, ripensamenti e ansie. Pochi mesi fa è anche uscito nelle sale Ciano Nì, un film allegorico-narcisistico-psicanalitico che sbanca al botteghino, altro che Spielberg. L’accettazione della propria complessità interiore rappresenta la grammatica delle canzoni, interpretate con movenze sensuali e costumi lussureggianti spesso imitati dagli spettatori. Il fenomeno sfonda le classi, la politica e il genere, cementando un’identità giovanile nazionale. L’atmosfera sotto al tendone vacilla tra il divismo e la santificazione: l’Uomo officia messe in jeans e con toni profetici invita all’amore libero (etero, gay e altri), al rifiuto della droga, alla conquista del Cielo.

Perché giuro che non ti basta mai.
È sempre troppo quello che tu vuoi!
Ma tu lo sai quello che vuoi?

Zerolandia per alcuni diventa una comunità, giovani fuggiti di casa (fenomeno non raro al tempo) decidono di seguire il tendone nel suo viaggio, una “Nomadelfia mobile”. Il messaggio di Zero è una dottrina multiforme, tanto progressista quanto catto-conservatrice, adolescenziale nel chiedere tutto e niente, gli indulgenti anni ’80. Nel 1983 la Procura sequestrerà tutto, troppa isteria (sassaiole, contestazioni sul palco, assalti ai camerini), ma soprattutto troppa indipendenza di pensiero. In quell’aprile però alla Celadina la Zeromania è al suo picco, per 3 giorni di pioggia e follia che restano nel cuore di molti.
Il 30 aprile l’Eco di Bergamo esce con “L’Idolo Zero”, micro recensione a pagina 11 in cui il reporter “col.” si scaglia contro “il vuoto dopo il vuoto” delle idee di Zero, la “volgarità” dei suoi modi, i suoi abiti “sgargianti e costosi” e soprattutto i “20 milioni” di incasso delle 3 date. In chiusura “col.” lamenta sconsolato la scomparsa dell’impegno, la “crisi del sociale”.

La tua idea, la tua idea
non mollare, difendi la tua idea
ricordi quando ti nasceva una canzone
e quando la speranza aveva gli occhi tuoi.

Nella pagina precedente ampio spazio alle 6000 colf polacche in visita a Papa Giovanni Paolo II. Una fiumana di lettere di protesta, vergate da adolescenti e imbucate di corsa o in motorino, piovono su l’Eco, “col.” risponde in “Zeromania”, a pagina 3 del 1 maggio. Si dice non sorpreso, consiglia ai “ragazzini” di lasciar stare quell’idolo da poco. Non cita nessuna lettera, se non quella di un diciottenne che dice: “Se non fossi figlio di operai come sono, vi avrei querelato”. Sul Giornale di Bergamo un altro acuto pseudonimo, “Marlowe”, dedica il suo editoriale al “riflusso del sesso”. Non saranno pubblicate altre notizie nei giorni seguenti.

Sesso
tutto intorno è sesso
la tua pelle in cartellone
tutto un mondo in distorsione.


 

*Le citazioni sono tratte dai brani in scaletta nella performance eseguita a Bergamo nel 1979, in particolare da Nascondimi, Il Carrozzone, La tua Idea, Baratto, Sesso o Esse, dagli album Zerolandia (1978) e EroZero (1979).